Tokyo e Kyoto con i bambini: il nostro Giappone in famiglia

Tokyo e Kyoto con i bambini: il nostro Giappone in famiglia

Questo racconto devo farlo subito, con le gambe indolenzite dalle strade percorse e le tasche piene di emozioni e…scontrini incomprensibili. 🙂
Vi porto con me, nel nostro viaggio tra Tokyo e Kyoto con i bambini, cercando di darvi più indicazioni possibili per sognare e realizzare un viaggio che per noi è stato davvero incredibile.

Volo e periodo

Noi abbiamo viaggiato con Alitalia, volo diretto Roma-Narita. Per raggiungere il Giappone esistono tuttavia, molte compagnie e soluzioni di viaggio per le varie esigenze e i vari budget.
Le 12 ore di volo sono oggettivamente impegnative, soprattutto con un bambino sotto i 2 anni che non ha il posto a sedere. Scriverò un post dedicato sulle tecniche di sopravvivenza per questo genere di traversate.
In ogni caso, a mio parere è preferibile scegliere un volo diretto senza scali ma soprattutto cercare un volo che preveda la notte, in modo che una parte del viaggio possano farla addormentati…loro, perché io non ho dormito neppure cinque minuti.

Noi siamo partiti a fine Ottobre e abbiamo trovato un meteo splendido, sempre sole e temperature primaverili. Una settimana prima però il tempo era terribile, quindi per quanto riguarda le stagioni ormai, tutto è relativo. C’è da dire che l’autunno Giapponese ( che quest’anno è partito in ritardo, a Novembre inoltrato) con i suoi colori rossi e gialli è rinomato per la sua bellezza e unicità.

Alloggio

Come standard gli alberghi e le camere in Giappone hanno delle metrature piuttosto limitate
Ho trovato la situazione ideale presso la catena di apart-hotel MIMARU.

Si tratta appunto di una catena che ha molte sedi sia a Tokyo che Kyoto nei vari quartieri.
Sono appartamenti ampi, di circa 35 mq, con cucinino con tutto l’occorrente, un letto matrimoniale e due letti a castello. In più hanno diversi servizi, come la lavanderia, la reception h24, servizio bagagli e un’assistenza in inglese impeccabile. Ci siamo trovati divinamente, se dovessi tornare a Tokyo e Kyoto con i bambini sceglierei di nuovo loro, per le famiglie è la soluzione ideale.

Trasporti

Il Japan Rail Pass, jrp

Dall’Italia abbiamo comprato tempo prima il Jrp, ossia un abbonamento creato apposta per i viaggiatori stranieri per alcune linee della rete ferroviaria Giapponese, che può durare 7 o 14 giorni e che ti consente di arrivare nelle principali località turistiche. Compresa nel jrp c’è anche la yamanote line, una linea ferroviaria che collega ad anello le stazioni principali di Tokio.
Il jrp è piuttosto costoso e ha senso acquistarlo solo se si ha intenzione di fare un certo numero di spostamenti e visitare diverse città. L’unico modo per capire se è conveniente rispetto al vostro itinerario è fare una prova, simulando i vostri spostamenti su Google Maps o meglio ancora su Hyperdia, la app dei trasporti Giapponese.

È possibile acquistare Il jrp su internet, ricevendo il voucher che deve essere comunque sostituito con il documento effettivo direttamente in aeroporto.I bambini sotto i 6 anni non pagano, dai 6 agli 11 anni pagano la metà.

Insieme al jrp abbiamo anche acquistato online il biglietto per il treno che porta dall’aeroporto alla stazione di Ueno, Il Keisey Skyliner, insieme con l’abbonamento della metro per 48 ore.

Esistono numerose soluzioni per raggiungere il vostro alloggio dall’aeroporto e sono tutte piuttosto comode, come del resto tutti i trasporti giapponesi. A volte comprare prima i biglietti, consente di avere degli sconti.

La metropolitana di Tokio

È inutile che mi dilunghi sulle spiegazioni dettagliate riguardo la metro di Tokyo; è piuttosto ramificata e all’inizio ci vorrà un pochino per abituarvi, ma vi assicuro che dal secondo giorno già capirete come funziona.
Le indicazioni sono in Giapponese ma anche in Inglese, dovete prestare attenzione alle uscite, poiché si tratta spesso di stazioni metro molto ampie e rischiate di trovarvi dalla parte opposta, rispetto al vostro itinerario. In ogni caso Google Maps o Hyperdia saranno la vostra Bibbia, seguiteli e nessuno si perderà; se poi vi perdete, calma e gesso, troverete sicuramente uno stuolo di Giapponesi pronto ad aiutarvi e se necessario condurvi personalmente a destinazione.

Pasmo, Suica

Per utilizzare i trasporti a Tokio consiglio sempre l’abbonamento che può essere di 24-48-72 ore, ( i bambini sotto i 6 anni non pagano, dai 6-11 anni pagano la metà). Un’altra soluzione sono la Pasmo o Suica ossia tesserine ricaricabili in qualsiasi macchinetta della stazione, che ti consentono di passare facilmente ai tornelli senza stare ad impazzire ogni volta per fare il biglietto corretto.

Con queste carte prepagate spesso si può comprare anche nei kombini, ossia i piccoli market che trovi praticamente ovunque e che diventeranno i tuoi migliori amici per ogni necessità.

Assicurazione sanitaria: Indispensabile per un viaggio di questo tipo, io ho scelto Europassistance dopo un lungo studio, ma ne esistono tantissime e tutte valide.

Tokyo con i bambini

Tokyo è un mondo, anzi due.
Non basterebbe una vita per conoscerla tutta ed è il posto più incredibile che io abbia visitato per il momento. Una megalopoli dove trovi tutto, letteralmente.
Quando giri per i suoi quartieri ti senti un po’ Michael J.Fox, in un momento proiettato in un futuro di tecnologia, invenzioni geniali e macchine viventi e subito dopo in un passato antichissimo, irreale, suggestivo, mistico.
Se avete la possibilità, prendetevi il tempo per viverla; entrate nei ristornati a caso, perdetevi, assaporate tutti i suoi incredibili e sconosciuti gusti.

Arrivo- Mercato di Ameyoko, Ueno

Siamo arrivati all’aeroporto di Narita intorno alle 11 del mattino ora locale a dopo aver fatto controllo passaporti, compilato moduli, ritirato Jrp e biglietti dello Skyliner, abbiamo preso il treno e siamo arrivati a destinazione.

Per contrastare il jet-leg sarebbe meglio restare svegli fino a sera, in modo da farsi una bella dormita e svegliarsi direttamente il giorno dopo, come ha fatto la mia seienne, alla quale il fuso infatti non ha fatto un baffo.
Noi invece ci siamo adattati in un paio di giorni.

Dopo un riposino abbiamo fatto una passeggiata a piedi vicino al nostro albergo per il mercato di Ameyoko a Ueno. Si tratta di un mercato caratteristico, pieno di ristoranti, locali e bancarelle con ogni tipo di cibo e non, che si sviluppa praticamente sotto i binari del treno. Siamo entrati in un ristorante a caso e abbiamo mangiato benissimo, cucinando la carne scelta direttamente su una piastra a nostra disposizione sul tavolo. Birra ghiacciata e riso e abbiamo iniziato ad ambientarci.

Tra Tokyo e Kyoto con i bambini: Meiji-jingu- Yoyogi park-Harajuku-Takeshita Street-Omotesando-Cat street-Shibuya

Avendo una giornata intera a disposizione ho deciso di fare una lunga passeggiata a piedi, includendo il sacro e il profano.
Siamo partiti dal Santuario di Meiji-jingu, uno dei simboli shintoisti di Tokyo che si trova all’interno di un parco di una bellezza maestosa, quello di Yoyogi. Abbiamo dunque attraversato il parco e proseguito per la famosa Takeshita Street, simbolo e ritrovo degli adolescenti Giapponesi.

Lungo questa strada, che renderà felici i vostri bambini, trovate negozi di gadget molto stile giapponese e felpe morbidose a forma di panda. Potete fare delle foto divertenti e modificarle nelle macchinette dette Purikura o merenda con gelati scenografici alla frutta e giganteschi zuccheri filato arcobaleno.

Proseguendo per Omotesando e Cat Street siamo infine arrivati a Shibuya, probabilmente l’incrocio più famoso e popolato del mondo, dove si trova la celebre statua del cane Hachiko. Abbiamo timbrato il cartellino e siamo scappati per ritornare in albergo, mangiare qualcosa in zona e crollare a letto presto

Kyoto con i bambini: Fushimi Inari e Tofuku-ji

La mattina del terzo giorno abbiamo preso il treno veloce e attivato il Jrp e da Tokyo Station siamo partiti per Kyoto.
A Tokio station abbiamo comprato le famose bento, ossia confezioni di cibo già pronto da portare in viaggio come pranzo al sacco. Esistono milioni di varianti di bento e si trovano praticamente ovunque, il popolo giapponese è solito comprare il cibo per poi mangiarlo successivamente al parco o al lavoro.
Non si spiega come il cibo nonostante sia cotto e di fatto freddo, sia comunque buonissimo.

La stanza non è pronta, così ci armiamo di coraggio, facciamo mangiare in stazione una italianissima pastasciutta ai nostri figli e partiamo subito per vedere il Fushimi Inari.

Si tratta probabilmente di uno dei luoghi più famosi e fotografati del Giappone ed è davvero maestoso e bellissimo, ma come tutte le cose troppo turistiche, è sovraccarico di persone. Percorriamo un piccolo pezzo a piedi e non proviamo neppure a salire in cima, attraverso il famoso percorso dei cancelli o portali sacri detti torii.

Riprendiamo il treno e ci fermiamo ad una fermata prima di Kyoto, precisamente al Tofuku-ji. Si tratta di un tempio buddista, lontanissimo dalla folla del Fushimi Inari.
Una meraviglia di serenità e silenzio che, insieme al caldo caffè e alla chiffon cake al macha che ordiniamo in un tendone bar, ci rimette in pace con il mondo e con il Giappone.
Segnalo che la maggior parte del templi in Giappone chiude molto presto, intorno alle 16 -16.30, consideratelo quindi quando organizzate la vostra giornata.

Ginkaku-ji, passeggiata del filosofo, Eikan-do, Maruyama Park

Il primo giorno completo a Kyoto prendiamo un taxi che ci porta al Ginkaku-ji dove inizierà la nostra lunga camminata alla scoperta della Kyoto sacra.

Il GInkaku-ji è il padiglione d’argento costruito intorno ad un giardino zen, con alberi secolari ma anche prati e distese di muschi, piccoli stagni, cascate e ponticelli talmente perfetti, che fatichi a credere siano veri.

Da qui percorriamo tutta la passeggiata del filosofo, un percorso di 2 km sotto una galleria di centinaia di alberi di ciliegio che iniziano a virare ai colori dell’autunno.
Lungo il percorso si incontrano numerosi caffè e piccole botteghe. Facendo delle variazioni si possono visitare moltissimi templi.

Noi abbiamo scelto il tempio Eikan-do, il mio preferito.
I miei figli scalzi lo hanno esplorato in lungo e in largo, attraverso passerelle e scale di legno, giardini zen e un paesaggio naturale di tigli che iniziava a colorarsi di autunno.

Siamo arrivati fino al parco di Maruyama, parco cittadino per eccellenza, per riposarci un po’, fare merenda sotto i ciliegi e ascoltare le musiche rilassanti dei musicisti di strada.

Kinkaku-ji, Castello di Nijo, Kyoto by night

Decidiamo di partire dal Padiglione D’oro.
Il Kinkaku-ji, prende il nome proprio dal fatto che i due piani superiori sono completamente rivestiti da foglie d’oro.
Sorge maestoso sopra un grande stagno ed è abbracciato da un giardino stupendo.
Decidiamo di camminare a caso direzione sud, verso il Castello di Nijo e ci perdiamo per le strade periferiche di Kyoto. Quelle dove sembra di essere in un cartone animato, fatte di scalinate ripide, cavi elettrici bassi, strade strette dove passa una sola persona, piccoli e abbandonati parchi giochi.

Stremati arriviamo all’ora di pranzo in allarme pappa, così entriamo nel primo locale a disposizione in mezzo al nulla con un solo obiettivo: Ramen.
Capiamo subito che si tratta di qualcosa di diverso dal titolo che troneggia ovunque: “Ramen on fire”.
La caratteristica infatti del ristorante Menbaka è lo spettacolo che consiste nell’incendiarti il Ramen letteralmente davanti. Superiamo la nostra reticenza, in nome della fame e della presenza finalmente di un seggiolino. Lo spettacolo è veloce e scenografico e il Ramen spaziale.

Volevo fortemente avere la possibilità di godere della Kyoto notturna, uno scenario magico, svuotato di turisti, accompagnati dalle luci delle lanterne.

Abbiamo percorso le due vie iconiche di Kyoto, Sannenzaka e Ninenzaka, simbolo della vecchia Kyoto e anche se tutto era chiuso, compresi ristoranti e botteghe, è stato bellissimo.

Per concludere la serata in bellezza abbiamo visitato il santuario Yasaka, uno dei pochi aperto anche di notte, che regala una suggestione davvero unica.

Escursione a Nara con i bambini

Nara non ha bisogno di grandi presentazioni. Conosciuta soprattutto per l’immenso parco popolato dai cerbiatti in libertà e dai numerosi templi da visitare.
Si tratta di una meta molto turistica, piena di negozi di souvenir e ristorantini.
Nota a margine: i tenerissimi bambi in realtà sono piutto<sto agguerriti, non hanno alcun timore dell’uomo e sono pronti a tutto per un po’ di cibo, quindi attenzione! In ogni caso i bambini si sono molto divertiti.

Si torna a Tokyo con i bambini

Torniamo a Tokyo con il jrp e dedichiamo il pomeriggio ai bambini nel parco divertimenti più antico del Giappone, Harayashiky che si trova ad Asakusa. Il parco è piuttosto contenuto e molto vintage, con giostrine semplici e qualcuna poco più adrenalinica, per i bambini non troppo grandi è perfetto e per noi, che non amiamo i grandi parchi divertimenti, pure.

Tokyo con i bambini: Team Lab Borderless

Il giorno 8 lo dedichiamo al Team Lab Digital Museum Borderless. Lo raggiungiamo con la metro e con la monorotaia, che riuscendo a sedersi in prima fila da l’impressione di essere dentro un video gioco. Il Borderless sorge a Odaiba un’isola artificiale che rappresenta la Tokyo più moderna e futuristica ed è un viaggio nel viaggio, completamente al buio e animato da luci, led, ologrammi che cambiano continuamente.
All’interno del museo puoi immergerti dentro uno scenario onirico.
Potrai attraversare cascate di cristalli, inseguire stormi di farfalle colorate, camminare con gli elefanti e adagiarti su una distesa di lampade fluttuanti. Da vivere.
Il Pomeriggio siamo stati ad  Akihabara, il quartiere degli appassionati di anime e videogiochi.

Tokyo in famiglia: Shinagawa Musashi Koyama street e Asakusa

Per un po’ di shopping lontano dai quartieri più alla moda, scegliamo Shinagawa e una galleria di negozi coperta, dove ti senti davvero un po’ Giapponese. In questo mercato puoi trovare di tutto, dal cibo ai vestiti e persino dei kimono vintage ad ottimo prezzo. Ci siamo divertiti molto e fatto ottimi acquisti.
Di pomeriggio abbiamo girovagato a lungo nel quartiere di Asakusa, tra negozietti, il Senso-ji, uno dei santuari iconici di Tokyo e numerosi baracchini di street food. In assoluto uno dei miei quartieri preferiti, da viverci!

Ultimo giorno a Tokyo con i bambini: Takeshita Street e Yanaka

Per amore dei bambini torniamo a Takeshita Street dove concedo alla mia primogenita di perdersi nei negozi, comprare una felpa con le orecchie di panda e uno zucchero filato enorme.
Di pomeriggio visitiamo il parco più bello dove siamo stati, il Rikugien e accanto finalmente troviamo un vero parco giochi con scivoli, altalene, e vasche di sabbia e giochini.

Ormai stremati, i bambini e il marito decidono di tornare in albergo e mi concedo due ore sola in un quartiere che volevo assolutamente vedere.

Parlo di Yanaka. Concludo il mio viaggio facendo una passeggiata in solitaria, senza bambini da rincorrere o accontentare. Attraverso la pace surreale di un antico cimitero in mezzo agli alberi di ciliegio, proseguo per una strada di negozi tradizionali e faccio merenda con un onigiri grigliato e una bevanda al ginger.

Non posso chiedere di più, è stato un viaggio denso di emozioni, con la bellezza sempre sullo sfondo, la curiosità del nuovo e la gentilezza come garanzia.

Dicono che dopo la prima volta, il Giappone ti entra dentro e diventa una malattia.
Io non faccio altro che pensarci da quando sono tornata, sento l’odore della tempura e ho improvvisamente fame, i cinguettii dei semafori e sogno le luci delle lanterne. Me lo porto dentro e credo sarà così ancora per molto, molto tempo

Per altre suggestioni e foto seguitemi su Fb e Ig.

In camper per i boschi della Sardegna

In camper per i boschi della Sardegna

La mia idea per questo fine settimana in camper in Sardegna era solo una: boschi e natura.

Qualche animaletto da avvistare, ancor meglio da coccolare; spazi vuoti e silenzio da riempire con le risate dei miei figli e anche con le urla, perché mica sono sempre bravi e silenziosi e non fanno i capricci…magari.

Prima tappa in camper per i boschi della Sardegna: Altopiano della Giara di Gesturi.

Siamo partiti venerdì pomeriggio con un programma ma e’ cambiato in corso d’opera.
Quando viaggi in camper, anche una persona organizzata patologica come me, cede ai cambi di rotta e raccoglie i richiami ammalianti dei luoghi.

Dunque passando per Gesturi dopo una breve occhiata alla app per camperisti park for night abbiamo pensato: “ Ma perché non dormiamo alla Giara ?”

Detto, fatto.

Ci siamo fermati nel parcheggio proprio accanto l’Info point, dove iniziano vari percorsi.

La scelta non poteva essere più felice. Arrivati nel tardo pomeriggio ci siamo sistemati con calma, abbiamo potuto passeggiare, godere delle luci di un panorama immenso e del tramonto, accompagnati dalle mandrie degli animali al rientro dal pascolo.
Addormentati sotto un cielo di stelle talmente fitto che non potrei dirlo nero o blu e svegliati con un alba rosa e una comitiva di gattini che i miei figli hanno sfamato con latte e biscotti.

La Giara di Gesturi

La Giara è un territorio molto vasto, a mio avviso, il mio miglior modo per visitarlo è con la bicicletta.
Proprio accanto l’info point, troverete un simpatico signore che affitta bici di vario tipo, senza un tariffario fisso ma a offerta.
Non sono bici professionali ma fanno il loro lavoro.
Dopo esserci messi d’accordo la sera prima, la mattina presto ha preparato le nostre bici comprese di seggiolino e abbiamo potuto iniziare la nostra passeggiata.

Abbiamo percorso il primo anello di 5 km incontrando numerosi gruppi di cavallini, tipici di questa zona, mucche e vitelli; il tutto dentro una distesa di querce da sughero.
Siamo tornati ossigenati dai profumi della macchia mediterranea.

Info di servizio: A Tuili esiste un’area di carico, scarico: acque grigie e nere

2.tappa in camper in Sardegna: Nurallao, Funtana Is Arinus

Dopo la nostra passeggiata e una lauta merenda siamo partiti direzione Nurallao, in particolare verso il Parco Funtana Is Arinus.
Qui trovate un’ area sosta camper probabilmente mai aperta e un bel parcheggio davanti a un maneggio, mai dato in gestione.
( Che tristezza vedere come queste preziose occasioni di accoglienza e servizi turistici siano abbandonate all’incuria).

Esiste un’ area picnic con tavoli e caminetti per il barbecue.
Da questo punto dopo una passeggiata di 10-15 minuti si arriva alle Cascate di Craddaxioleddu.
Peccato non aver trovato neanche un rivolo d’acqua; tuttavia lo scenario è talmente bello che ne vale comunque la pena.

3.tappa in camper nei boschi: Laconi

Dopo una lenta colazione e aver ordinato tutto, abbiamo deciso di dirigerci verso Laconi, poco lontano.
Laconi di certo non ha bisogno di presentazioni.
Trovate un’ area sosta camper attaccata al paese, a 10 minuti dal parco Aymerich.

Il parco Aymerich

Per me questo è un vero parco-gioiello, dove i bambini possono giocare per ore tra alberi intrecciati, castelli, cascate e grotte e dove è possibile fare un picnic e rilassarsi con il rollio dell’acqua in sottofondo.
Se non avete pensato al pranzo al sacco c’è un bar proprio all’interno che fa ottimi panini.
Noi tuttavia questa volta abbiamo optato per un’altra soluzione.

Dove mangiare a Laconi: Sa Spillunca

Se siete a Laconi e avete fame o anche solo per un’ottima birra passate a Sa Spillunca.
Si tratta di un locale creato e gestito da giovani ragazzi che hanno deciso di investire nel proprio territorio.

Sa Spillunca che nel dialetto di queste parti significa “la grotta” ha uno stile un po’ industriale, con angoli vintage con tanto di giradischi e vinili e richiami alla tradizione sarda.
Il menu è un po’ da pub a km 0: hamburger, polpette, taglieri e un piatto caldo, generalmente una zuppa.
Le materie prime solo tutte di ottima qualità e genuinamente locali.
L’accoglienza, la gentilezza e i sorrisi che ci hanno accolto hanno fatto il resto, e quando si va a pranzare con 4 ragazzini affamati, vi assicuro non è mai scontato.

Consigliatissimo.

Ecco il primo dei nostri fine settimana alla scoperta della Sardegna in camper.

Accettiamo consigli per il prossimo!

Scopri altri itinerari in Sardegna,

L’Isola dei Ciuchini: una festa di compleanno indimenticabile

L’Isola dei Ciuchini: una festa di compleanno indimenticabile

Quest’anno ero sicura: basta feste di compleanno, invitiamo qualche amichetto a casa e stop.
Poi ho conosciuto l’Isola dei Ciuchini e non ho resistito.

Quando si parla di animali e’ sempre facile cadere nei tristi scenari da simil zoo e io devo dire ci sto parecchio attenta.

L’Isola dei Ciuchini

L’Isola dei Ciuchini invece è differente: un vero paradiso per gli animali e per tutti coloro che hanno la fortuna di passarci un po’ di tempo.
Si trova a Uta in Via Is Carubeddas.

Nasce dall’amore e dalla passione di Alessandra e Gigi ed è proprio l’amore che percepisci ovunque.
Quello che ci vuole nel portare avanti un’attività che ha ben poca resa e molti sacrifici ma che evidentemente regala grandi soddisfazioni.

L’Isola dei Ciuchini nasce ormai 20 anni fa senza un vero progetto ma solo dalla passione per gli animali e dal desiderio di creare una casa accogliente per tutte le bestioline segnate da un triste destino.

Gli animali

isola dei ciuchini

La poesia di questo luogo la riconosci nelle storie dei suoi abitanti.
Pallino il cavallo a pois che doveva diventare una bistecca.
Aladino il lama Piemontese, che ama le coccole ma si agita un pochino se esageri.
La capretta Marta abbandonata dai primi padroni.
La lista comunque è lunga e variegata tra galline, conigli, uccelli, tartarughe e pavoni.

Ma parliamo di loro, gli asini: i protagonisti di quest’isola felice.

Sono talmente buoni e docili che sono inadatti per qualsiasi lavoro, ma perfetti per essere coccolati dai bambini.
Alcuni sono arrivati pelle e ossa e ora vivono sereni e riescono persino a riprodursi.

Sapete poi che si possono adottare a distanza, donando un piccolissimo contributo mensile. Non sarebbe un bellissimo regalo?

Come è fatta l’Isola dei Ciuchini ?

L’isola dei Ciuchini è un piccolo villaggio dove ogni angolo è stato costruito dalle mani laboriose di Gigi.

Pezzo per pezzo è nato un gazebo chiuso, un recinto, tanti piccoli angolini di sedie, tavoli e ombrelloni dove potersi sedere all’ombra. Completano il cerchio il bancone bar e la cucina, perfetti e super comodi per le feste.

La festa di compleanno dai Ciuchini

Il risultato di tutto questo ha determinato la festa più bella di sempre e vi racconto il perché:

  • L’isola dei Ciuchini è innanzitutto un villaggio chiuso dentro il quale i bambini possono muoversi liberamente, con il dovuto buon senso e attenzione gli animali si fanno coccolare ben volentieri, in più è possibile guardarli da vicino senza grandi barriere.
  • Durante la festa Gigi e il suo collaboratore Matteo hanno fatto montare i bambini a cavallo mille e uno volte, con una pazienza incredibile e il sorriso sempre sulle labbra.
  • I bambini hanno potuto dar da mangiare alle simpatiche caprette, conquistare una montagna di fieno e sorprendersi davanti alla ruota arcobaleno del pavone.
  • Infine al calar del sole, i bambini entrati dentro il recinto, hanno potuto accarezzare, spazzolare e coccolare gli asinelli, in un’immagine di dolcezza e pace che probabilmente nessuna foto potrà spiegare.

Info pratiche

L’Isola dei Ciuchini non è aperta al pubblico sempre e ora, prima di storcere il naso, vi spiego il perché:

  • Alessandra e Gigi hanno un lavoro e sono impegnati gran parte del tempo
  • Qui i veri protagonisti sono gli animali e le loro esigenze. Tutti i giorni vengono fatti uscire e se qualcuno avrà modo di vederli, capirà quanta cura e quanto impegno vieni impiegato giornalmente per ognuno di loro. Le giornate quindi sono impostate principalmente sui loro ritmi.
  • Le visite continue e non previste interromperebbero queste attività e stresserebbero oltre modo gli animali.

D’altra parte si tratta di un’Associazione che si regge solo su stessa, sulle braccia e sul cuore di Alessandra e Gigi e sugli eventi che organizzano.

Organizzare una festa di compleanno in questo luogo, regalerà a voi e ai vostri bambini un pomeriggio indimenticabile e aiuterà l’Isola a continuare a vivere.

Io mi sono innamorata di questo luogo dove non c’è neppure l’ombra di puzza o sporcizia, pur essendo in mezzo alla campagna e agli animali, dove tutto è curato nei minimi dettagli come in una casa.

Sono rimasta colpita dalla passione di Gigi e Alessandra e la loro estrema gentilezza. Ci hanno seguito durante tutta la festa, regalandoci supporto e aiuto in tutto e allo stesso tempo dandoci completa libertà con estrema naturalezza.

A me questo tipo di gentilezza fa sempre un po’ di effetto, in un mondo, come quello delle feste per i bambini, in cui sei tu il cliente ma sembra sempre che ti stiano facendo un favore.

Io non posso che ringraziarli di tutto, rimarrà per noi un ricordo magnifico.

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Eco Parco Neulè: una riserva naturale con tante attività da vivere tutto l’anno

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L’Eco parco Neule’ mi ha fatto pensare a una riserva indiana. Una terra isolata e protetta dove si può vedere fino all’ultima stella nelle notti nere come la pece e ascoltare antiche leggende intorno al fuoco.

L’Eco parco è un agriturismo che si trova nel territorio di Dorgali e di conseguenza a pochi km dalle spiagge più belle della Sardegna nel Golfo di Orosei.

Varchi la soglia e ti ritrovi nella terra di mezzo, un vuoto pieno di 50 ettari di natura.
Tutto intorno le montagne si tuffano nel fiume Cedrino che riflette i colori della natura e ti si para davanti ad ogni curva.


Avventurandosi scopri il corpo centrale con le amache che si affacciano sulla  vallata e perfettamente incastonati, i vari complessi di comode camere in pietra, tutte fornite di tavoli in legno e cucine comuni dove poter cucinare.
Si tratta di una realtà unica nel suo genere non solo per la natura che la ospita ma anche per il modo in cui questa natura viene vissuta.

Le attività che offre l’Eco parco Neule’ sono infatti innumerevoli, per tutti i gusti e per tutto l’anno.

Le attività proposte

La gita in battello:
Il pezzo forte dei servizi offerti è il giro in battello che detta così sembra un’attività piuttosto noiosa.
In realtà si tratta di un vero e proprio tour che racchiude tutte le meraviglie della zona.
Giampiero ti traghetterà attraverso grotte, spiagge irraggiungibili, chiese campestri e architetture naturali.

Affitto attrezzatura:
Inoltre Il Lago non è solo un piacere per la vista ma un elemento da vivere. Per questo motivo potrete affittare canoe e pedalò oltre che mountain bike e quod.

Maneggio:
Gli animali in un posto del genere non potevano che essere i protagonisti. Quindi oltre agli asinelli, capre, cani, gatti è presente un bel maneggio dove potrete fare passeggiate ed escursioni a cavallo.

Colazione e Cena

Eco parco Neulè su ordinazione organizza anche cene tipiche dove dispone l’artiglieria pesante presentando prodotti che definire km zero e’ pure troppo.
Nel senso che troverete la salsiccia del maiale del vicino, la ricotta del cugino, il capretto del cognato, all’insegna della tracciabilità diciamo 🙂
Anche la colazione è un tripudio di torte, crostate e dolci fatti in casa.

L’Eco parco Neulè tra l’altro è attrezzato per ospitare camper ma anche per le tende.

Dunque andate a passare qualche giorno all’ Ecoparco Neulè sia per la bellezza e per le attività proposte ma soprattutto per la mano e il cuore che ci sono dietro.
Giampiero e sua moglie Monia ti accolgono dandoti le chiavi di un paradiso, trattandoti con la confidenza e la fiducia che si regala ad un amico. Quello che si aspettano è lo stesso rispetto e la stessa onestà.

È un’accoglienza autentica, calda e squisita come quella ricotta ancora tiepida con sopra il miele che ho assaggiato a colazione, da commuoversi !

Io non vedo l’ora di tornarci.

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5 cose da fare a San Sperate con i bambini

5 cose da fare a San Sperate con i bambini

Quando penso a San Sperate mi vengono in mente due parole: bontà e bellezza.

  • La bontà dei frutti della sua terra generosa. Questo paese è un giardino profumato, nato tra due fiumi. Qui trovi le arance, le pesche e le fragole più buone della Sardegna e molto spesso qualcuno che te le vende con un sorriso gratuito.
  • La bellezza dell’arte: non quella un po’ snob chiusa tra quattro mura ma quella libera che trovi per strada, nei parchi, sulle case.
  • L’arte fatta per essere toccata, vissuta e condivisa come ha insegnato un uomo illuminato, artista dalle mani d’oro e dal cuore grande che ha influito moltissimo sulla cultura di questo paese: Pinuccio Sciola.

Io oggi voglio concentrarmi sulla San Sperate con i bambini e suggerirvi 5 attività da fare in famiglia.

1) Murales

Il paese ha due nomi San Sperate-Paese Museo.
Da quando Pinuccio Sciola molti anni fa ha portato l’arte dei murales nel suo paese, ormai non c’è muro e non c’è via che non ne abbia uno.
I murales di San Sperate sono ovunque, di artisti provenienti da tutto il mondo. Le opere vivono in relazione all’architettura del paese e si sviluppano intorno alle finestre, ai portoni, agli alberi.
Ci sono persone che hanno addirittura costruito la propria casa preservando i murales già esistenti.

Perdetevi dunque in mezzo alle stradine ad ammirare i muri ma anche le installazioni di ogni tipo che popolano il paese.

Visite guidate

Io ho fatto una bellissima e istruttiva passeggiata con Marzia dell’Associazione Fentanas che lavora da 20 anni a San Sperate e organizza visite guidate, personalizzate e adatte a tutti.

Inoltre da poco l’Associazione NoArte ha inaugurato un sistema di audio guide che si possono ritirare presso il centro civico in via Risorgimento, con le quali potete passeggiare e scoprire ogni opera autonomamente.

2) Parco giochi
Via Cagliari

san sperate con i bambini

All’ingresso di San Sperate esiste un bel parco giochi dove far giocare i bambini in piena libertà. Infatti si tratta di uno spazio completamente recintato, pulito e molto curato. C’è anche un bar per rifocillarsi con acqua e gelati.

3) Libreria Favolare
Via Cagliari 69

san sperate con i bambini

Se vi piacciono le piccole librerie che combattono con poesia l’avanzata dei Megastore, quelle con libraie che sanno ancora consigliarti, Favolare e’ quello che fa per voi.
Silvia Fanni ha una delle più ampie e sagge proposte di letteratura per l’infanzia e organizza laboratori per bambini di diverse eta’. Ha un reparto giochi “intelligenti” delle marche più introvabili e tante idee regalo per adulti. Se andate a trovarla preparatevi a comprare regali preventivi per il prossimo semestre.

4) Parco Pixinortu
SP6 San Sperate

san sperate con i bambini

Poco fuori dal paese c’è quello che chiamano “ il boschetto”, un parco naturale con qualche gioco di legno che rappresenta un polmone verde, perfetto per un pic-nic o un pomeriggio all’avventura in mezzo al verde.

5) Giardino Sonoro di Pinuccio Sciola
Via Oriana Fallaci

san sperate con i bambini

Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20, le visite guidate sono ogni ora.

Vorrei trovare davvero le parole giuste per descrivere questo luogo che mi ha lasciato senza fiato.
In effetti qui parlano soprattutto le pietre, modellate e trasformate a nuova vita da Pinuccio Sciola.
Si tratta di opere di varie dimensioni che cambiano aspetto in base alla luce e la posizione e suono a seconda della mano che le accarezza o del materiale che le caratterizza.

Pinuccio Sciola ci ha lasciato in eredità un giardino magico pieno di energia, ora gestito dalla figlia Maria, ironica, lucente e appassionata.

In questo luogo sospeso sembra possa accadere di tutto, anche che appoggiando l’orecchio sul fianco liscio di una pietra tu riesca a sentire il suono di un’orchestra che suona.

Tutti dovrebbero regalarsi e regalare ai bambini questa esperienza a San Sperate

Eventi e cultura a San Sperate

San Sperate è inoltre un paese che ha deciso di puntare sulla cultura, quella che abbraccia le persone, rendendole partecipi.
Eventi imperdibili, ricchi di appuntamenti per tutta la famiglia.

  • Cuncambias
    Solitamente si svolge l’ultima settimana di Luglio

Cuncambias letteralmente significa “scambio, baratto” e rappresenta la filosofia di questa manifestazione che coinvolge tutto il paese in una settimana di teatro, musica, installazioni, letteratura, con un occhio attento e privilegiato per i bambini.
Cuncambias è curato dall’associazione teatrale Antas che si occupa di valorizzare e preservare la cultura teatrale nel paese e molto altro.

  • Sant’Arte

E’ un festival che nasce da un’idea di Pinuccio Sciola che celebrava il sacro dell’arte ogni giorno. Si tratta di un festival che coinvolge diversi tipi di arti visive e performative che escono fuori dai teatri e dai musei e coinvolgono le strade, i quartieri e le persone tutte.

Sono tutte manifestazioni che promuovono l’arte ma anche la cooperazione, la contaminazione, l’incontro di razze, di culture, di punti di vista differenti.

Uno spirito di rispetto e accoglienza che San Sperate vive ed esprime con forza.

Una ricchezza che in questo periodo storico, più che mai, va valorizzata, promossa e usata come esempio per i nostri bambini.

Evviva San Sperate, andateci tutti!

 

Se vuoi scoprire un altro luogo perfetto per un pomeriggio con i bambini clicca qui

 

Malta con i bambini: 24 km da girare in lungo e in largo

Malta con i bambini: 24 km da girare in lungo e in largo

Malta e’ una piccola isola che si trova tra la Sicilia e le coste del Nord Africa, sembra di essere in un luogo lontanissimo e l’aria che si respira è proprio quella vacanziera, ma in realtà siamo a due passi dall’Italia.

In effetti la sua posizione geografica strategica e le numerose influenze che ha subito nel corso dei secoli la rendono piuttosto, come potrei, “strana”.
Ci sono molti aspetti di Malta che mi sono piaciuti e altri meno, è un luogo pieno di contraddizioni architettoniche e culturali.

Malta e’ un isola minuscola perfetta per essere girata in lungo e largo in macchina ( ricordate che hanno la guida a sinistra) o con il sistema di autobus che funziona molto bene.

E’ un luogo dove convivono contemporaneamente mari cristallini ed eco-mostri.

Credo che Malta nel corso degli anni sia rimasta vittima di un selvaggio e insensato sviluppo urbanistico, un’ edilizia senza freni e senza gusto che ha tolto molto alla sua originaria bellezza.

Penso che valga comunque la pena visitarla per vari motivi:

  • Vi sono molte attrazioni pensate per i bambini e per le famiglie.
  • Il clima è mite e soleggiato la maggior parte dell’anno
  • I prezzi dei voli e della vita rimangono piuttosto competitivi

Infine esistono ancora delle perle intatte che valgono il viaggio

Vediamole insieme

Malta con i bambini: dove dormire

 

malta con i bambini

Noi abbiamo visitato Malta ad Aprile, volutamente fuori stagione e abbiamo soggiornato a St.Julian, la capitale del divertimento di Malta. La scelta per noi, poveri genitori stanchi, non è certo stata quella di approfittare dei tanti locali o discoteche della zona, ma solo quella di cercare il luogo più comodo per visitare l’isola e avere più scelta possibile per quanto riguarda i ristoranti, parcheggio e passeggiate a piedi.

L’Hotel Valentina è un tre stelle che ne meriterebbe almeno una di più, molto moderno, pulito e dotato di ogni confort. Ottima e abbondante colazione e parcheggio macchina gratuito! Leggete le recensioni e difficilmente ne troverete una negativa.

Cosa vedere con i bambini a Malta:

 

La Valletta

malta con i bambini

La capitale è un bellissimo gioiello barocco da visitare a piedi, facilmente raggiungibile anche con i caratteristici bus tradizionali. E’ una cittadina molto pittoresca caratterizzata dai famosi balconi di vetro e legno dai colori pastello. Imperdibile una visita alla cattedrale di San Giovanni che contiene una meravigliosa opera di Caravaggio.

Mdina

Malta con i bambini

E’ l’antica capitale di Malta, un luogo austero e magico che noi abbiamo attraversato in carrozza. Mdina è detta la città del silenzio, arroccata su una collina. Vivrete visitandola la così detta Mdina Experience, accompagnati dallo scalpitio degli zoccoli dei cavalli sulla pietra e dalla luce che si riflette nelle sue stradine.

Marsaxlokk

E’ una piccola cittadina costiera che la domenica viene animata dai suoni e dai colori del mercato del pesce.Curiose e divertenti le caratteristiche imbarcazioni decorate con l’occhio di Osiride.

Il Villaggio di Braccio di Ferro

Malta con i bambini

Questo villaggio all’aperto non è altro che il set di un film della Walt Disney su Popeye del 1980 con protagonista Robin William. Ora è un museo a cielo aperto che si può visitare liberamente. Per i bambini sarà divertente entrare nelle case e nei negozi  riprodotti come quelli di un vero e proprio villaggio di pescatori. La cosa carina è il fatto di poter toccare e giocare con quasi tutto quello che c’è a disposizione. Sono inoltre previsti per tutta la giornata spettacoli con i personaggi del film, danze e musica, trucca bimbi, spettacoli di marionette e un giro in barca nella Baia di Anchor dai colori mozzafiato. Un parco giochi vintage per passare una mezza giornata di divertimento come piace a noi!

Playmobil Fun park

Malta con i bambini

A Malta esiste una delle più grandi fabbriche in Europa dei famosi omini con il caschetto nero.
Questa grande sala, accessibile con pochi euro rappresenta una buona occasione per passare un pomeriggio diverso in caso di brutto tempo o grande vento. Nella sala interna ci sono i giochi da tavolo, il palco dell’animazione e un punto ristoro. E’ presente anche un giardino esterno con un parco giochi a tema.
Semplice e divertente ai bambini piacerà molto e i genitori possono anche tirare un sospiro di sollievo e rilassarsi un po’.

Acquario, Qwara

Gli acquari con le grandi vasche di pesci variopinti rappresentano sempre una grande attrazione per le famiglie.
L’acquario di Malta è una moderna costruzione proprio vicino al mare. Il percorso all’interno riproduce le attrazioni marine di quest’isola come Blue Grotto, Dingli Cliff, St. Paul’s Island, compresi alcuni relitti sommersi. La quantità di pesci è varia e infinita.
I bambini inoltre possono infilarsi attraverso tunnel o bolle di vetro e intrattenersi con  video interattivi e addirittura un cinema.
Non è il miglior acquario visto in Europa ma ne vale sicuramente la pena.

Inoltre appena fuori, segnalo un fantastico parco giochi a tema marino, con tanto di sottomarino, funi, alghe e reti.

Malta mi è piaciuta ma non ci vivrei 🙂

Voi invece l’avete visitata, cosa ne pensate?

 

 

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