12 ore di volo con un bambino piccolo: come sopravvivere

12 ore di volo con un bambino piccolo: come sopravvivere

Parliamoci chiaro, un volo di 12 ore e’ oggettivamente impegnativo per tutti.
Figuriamoci per un bambino di meno di due anni e per l’adulto che se ne occupa.

Però si sopravvive e ora ti spiego come.

La scelta del volo

La scelta del volo elimina metà della rogna e tu dirai, grazie alla pera.
Per me vale la pena investire soldi e tempo nella ricerca di voli diretti e con buoni orari.
Se parti per esempio di pomeriggio, prima o poi arriverà il santo momento della nanna, dove si spera i bambini crolleranno qualche ora.

La scelta del posto

Alcune compagnie consentono di scegliere e prenotare i posti in fase di prenotazione, altre successivamente.
Dove possibile, prenota e conferma sempre la culla, e’ piuttosto stretta e regge fino a 12 kl ma può essere d’aiuto in alcuni casi. In particolare, prenotare la culla può aiutarti ad ottenere i posti a sedere dove la culla viene posizionata, che solitamente sono in cima alla fila, consentono uno spazio maggiore per le gambe oltre che di movimento per i bambini.

A tal proposito ti segnalo Seatguru dove, inserendo gli estremi del  volo, puoi vedere la conformazione tecnica dell’aereo e tutti i dettagli sui posti.

Dunque bando alle ciance.

Affrontare un viaggio di 12 ore con un bambino piccolo è un impresa che va affrontata su tre fronti:

  • Equipaggiamento Tecnico
  • Intrattenimento 
  • Medicine e salute 

12 ore di volo con un bambino piccolo: quando il bagaglio a mano diventa fondamentale

Nel bagaglio a mano è fondamentale avere un cambio completo a bambino, a seconda dell’età anche due.
Inoltre è preferibile un cambio base anche per la mamma e/o papà. Sappiamo bene che basta un attimo che il bambino ti imbratti di colori o cibo o nella peggiore delle ipotesi ti vomiti addosso. Perché sì, i bambini vomitano e le statistiche affermano che di solito accade in braccio alla mamma.

Avere un cambio completo nello zaino e’ anche una soluzione di emergenza nella tragica eventualità non arrivino i bagagli. Così, quando arriverai a destinazione stanca, sporca di vomito e senza bagaglio potrai almeno farti una doccia e avere un cambio pulito. Senti a me!

In più nel bagaglio a mano io porto sempre:

  • una felpa più pesante, (specialmente in alcuni aerei, c’è un freddo veramente polare)
  • calze antiscivolo
  • berretto di cotone
  • copertina o meglio ancora una pashmina. Io le porto sempre in viaggio di varie grammature, funzionano come sciarpa, coperta, tappeto all’occorrenza.

Quando torno devono essere sterilizzate nell’acido praticamente, ma fanno il loro lavoro.

Nell’attrezzatura tecnica consiglio anche un biberon e i comfort food del tuo bambino, quei biscotti che adora o quella merendina che sogna e che magari non gli concedi mai.

Intrattenimento: che faccio 12 ore con un bambino piccolo in aereo?

Per alcuni potrà sembrare esagerato ma per me è un aspetto fondamentale. Un bambino piccolo solitamente non ha una soglia di attenzione molto alta e non guarda la televisione.

Inoltre spesso non usano neppure i giochi classici che occupano tra l’altro, molto spazio. Allora voi direte embè che mi invento? Uno spettacolo di burattini?

Anche, ma io in questi casi ho un grande alleato: Tiger.

Dico Tiger ma potrei dire una merceria, quello che trovate in casa, una cartoleria ben fornita.
Io mi armo fino ai denti non tanto di giochi, quanto di materiali di vario tipo per intrattenere e inventare attività stile Art Attack, dunque: scotch colorato, colla, ma anche adesivi tridimensionali, finti occhi da attaccare, elastici, stecchini colorati, cartoncini, post-it, pezzi di stoffa e di velcro e chi più ne ha ne metta. Lasciati ispirare e pensa a ciò che incuriosisce maggiormente il tuo bambino e che rappresenta per lui una novità.

Inoltre per me i fondamentali sono :

  • Pennarelli lavabili e fogli
  • Un pezzettino di didò con annesso coltellino e mini attrezzi
  • Qualche pezzo di Lego adatto all’età.

La regola madre e’ ovviamente quella custodire in segreto il bottino fino al momento del decollo e di centellinare i giochi, lasciando per i momenti di crisi e di maggiore noia gli assi nella manica.

Il reparto salute, le medicine

Nel mio kit da volo non possono mancare :

  • Tachipirina o Nurofen
  • termometro
  • spray per il naso
  • melatonina.

In volo può succedere di tutto, un mal di orecchio improvviso o qualche altro dolore.
Nel caso invece abbia intrattenuto il pargolo per ore, sia arrivato il momento in cui solitamente va a letto ma sia troppo eccitato o stanco per dormire io gli sparo 6 gocce di melatonina e aiuta, non sempre ma aiuta.

Ecco, credo di aver finito.

Quello che posso dirti al di là di tutti questi consigli e’ che ci saranno voli più fortunati di altri ma la cosa più importante è affrontare il tutto con estremo entusiasmo, anche finto ma fallo, perché è contagioso!

Enfatizzate ogni novità, ogni scoperta e anche se volete soltanto fingervi morti resisteste, 12 ore sono lunghe ma poi passano e tutto viene ripagato, ve l’assicuro.

 

Per conoscere invece il mio kit di medicinali da viaggio guarda qui

 

Tokyo e Kyoto con i bambini: il nostro Giappone in famiglia

Tokyo e Kyoto con i bambini: il nostro Giappone in famiglia

Questo racconto devo farlo subito, con le gambe indolenzite dalle strade percorse e le tasche piene di emozioni e…scontrini incomprensibili. 🙂
Vi porto con me, nel nostro viaggio tra Tokyo e Kyoto con i bambini, cercando di darvi più indicazioni possibili per sognare e realizzare un viaggio che per noi è stato davvero incredibile.

Volo e periodo

Noi abbiamo viaggiato con Alitalia, volo diretto Roma-Narita. Per raggiungere il Giappone esistono tuttavia, molte compagnie e soluzioni di viaggio per le varie esigenze e i vari budget.
Le 12 ore di volo sono oggettivamente impegnative, soprattutto con un bambino sotto i 2 anni che non ha il posto a sedere. Scriverò un post dedicato sulle tecniche di sopravvivenza per questo genere di traversate.
In ogni caso, a mio parere è preferibile scegliere un volo diretto senza scali ma soprattutto cercare un volo che preveda la notte, in modo che una parte del viaggio possano farla addormentati…loro, perché io non ho dormito neppure cinque minuti.

Noi siamo partiti a fine Ottobre e abbiamo trovato un meteo splendido, sempre sole e temperature primaverili. Una settimana prima però il tempo era terribile, quindi per quanto riguarda le stagioni ormai, tutto è relativo. C’è da dire che l’autunno Giapponese ( che quest’anno è partito in ritardo, a Novembre inoltrato) con i suoi colori rossi e gialli è rinomato per la sua bellezza e unicità.

Alloggio

Come standard gli alberghi e le camere in Giappone hanno delle metrature piuttosto limitate
Ho trovato la situazione ideale presso la catena di apart-hotel MIMARU.

Si tratta appunto di una catena che ha molte sedi sia a Tokyo che Kyoto nei vari quartieri.
Sono appartamenti ampi, di circa 35 mq, con cucinino con tutto l’occorrente, un letto matrimoniale e due letti a castello. In più hanno diversi servizi, come la lavanderia, la reception h24, servizio bagagli e un’assistenza in inglese impeccabile. Ci siamo trovati divinamente, se dovessi tornare a Tokyo e Kyoto con i bambini sceglierei di nuovo loro, per le famiglie è la soluzione ideale.

Trasporti

Il Japan Rail Pass, jrp

Dall’Italia abbiamo comprato tempo prima il Jrp, ossia un abbonamento creato apposta per i viaggiatori stranieri per alcune linee della rete ferroviaria Giapponese, che può durare 7 o 14 giorni e che ti consente di arrivare nelle principali località turistiche. Compresa nel jrp c’è anche la yamanote line, una linea ferroviaria che collega ad anello le stazioni principali di Tokio.
Il jrp è piuttosto costoso e ha senso acquistarlo solo se si ha intenzione di fare un certo numero di spostamenti e visitare diverse città. L’unico modo per capire se è conveniente rispetto al vostro itinerario è fare una prova, simulando i vostri spostamenti su Google Maps o meglio ancora su Hyperdia, la app dei trasporti Giapponese.

È possibile acquistare Il jrp su internet, ricevendo il voucher che deve essere comunque sostituito con il documento effettivo direttamente in aeroporto.I bambini sotto i 6 anni non pagano, dai 6 agli 11 anni pagano la metà.

Insieme al jrp abbiamo anche acquistato online il biglietto per il treno che porta dall’aeroporto alla stazione di Ueno, Il Keisey Skyliner, insieme con l’abbonamento della metro per 48 ore.

Esistono numerose soluzioni per raggiungere il vostro alloggio dall’aeroporto e sono tutte piuttosto comode, come del resto tutti i trasporti giapponesi. A volte comprare prima i biglietti, consente di avere degli sconti.

La metropolitana di Tokio

È inutile che mi dilunghi sulle spiegazioni dettagliate riguardo la metro di Tokyo; è piuttosto ramificata e all’inizio ci vorrà un pochino per abituarvi, ma vi assicuro che dal secondo giorno già capirete come funziona.
Le indicazioni sono in Giapponese ma anche in Inglese, dovete prestare attenzione alle uscite, poiché si tratta spesso di stazioni metro molto ampie e rischiate di trovarvi dalla parte opposta, rispetto al vostro itinerario. In ogni caso Google Maps o Hyperdia saranno la vostra Bibbia, seguiteli e nessuno si perderà; se poi vi perdete, calma e gesso, troverete sicuramente uno stuolo di Giapponesi pronto ad aiutarvi e se necessario condurvi personalmente a destinazione.

Pasmo, Suica

Per utilizzare i trasporti a Tokio consiglio sempre l’abbonamento che può essere di 24-48-72 ore, ( i bambini sotto i 6 anni non pagano, dai 6-11 anni pagano la metà). Un’altra soluzione sono la Pasmo o Suica ossia tesserine ricaricabili in qualsiasi macchinetta della stazione, che ti consentono di passare facilmente ai tornelli senza stare ad impazzire ogni volta per fare il biglietto corretto.

Con queste carte prepagate spesso si può comprare anche nei kombini, ossia i piccoli market che trovi praticamente ovunque e che diventeranno i tuoi migliori amici per ogni necessità.

Assicurazione sanitaria: Indispensabile per un viaggio di questo tipo, io ho scelto Europassistance dopo un lungo studio, ma ne esistono tantissime e tutte valide.

Tokyo con i bambini

Tokyo è un mondo, anzi due.
Non basterebbe una vita per conoscerla tutta ed è il posto più incredibile che io abbia visitato per il momento. Una megalopoli dove trovi tutto, letteralmente.
Quando giri per i suoi quartieri ti senti un po’ Michael J.Fox, in un momento proiettato in un futuro di tecnologia, invenzioni geniali e macchine viventi e subito dopo in un passato antichissimo, irreale, suggestivo, mistico.
Se avete la possibilità, prendetevi il tempo per viverla; entrate nei ristornati a caso, perdetevi, assaporate tutti i suoi incredibili e sconosciuti gusti.

Arrivo- Mercato di Ameyoko, Ueno

Siamo arrivati all’aeroporto di Narita intorno alle 11 del mattino ora locale a dopo aver fatto controllo passaporti, compilato moduli, ritirato Jrp e biglietti dello Skyliner, abbiamo preso il treno e siamo arrivati a destinazione.

Per contrastare il jet-leg sarebbe meglio restare svegli fino a sera, in modo da farsi una bella dormita e svegliarsi direttamente il giorno dopo, come ha fatto la mia seienne, alla quale il fuso infatti non ha fatto un baffo.
Noi invece ci siamo adattati in un paio di giorni.

Dopo un riposino abbiamo fatto una passeggiata a piedi vicino al nostro albergo per il mercato di Ameyoko a Ueno. Si tratta di un mercato caratteristico, pieno di ristoranti, locali e bancarelle con ogni tipo di cibo e non, che si sviluppa praticamente sotto i binari del treno. Siamo entrati in un ristorante a caso e abbiamo mangiato benissimo, cucinando la carne scelta direttamente su una piastra a nostra disposizione sul tavolo. Birra ghiacciata e riso e abbiamo iniziato ad ambientarci.

Tra Tokyo e Kyoto con i bambini: Meiji-jingu- Yoyogi park-Harajuku-Takeshita Street-Omotesando-Cat street-Shibuya

Avendo una giornata intera a disposizione ho deciso di fare una lunga passeggiata a piedi, includendo il sacro e il profano.
Siamo partiti dal Santuario di Meiji-jingu, uno dei simboli shintoisti di Tokyo che si trova all’interno di un parco di una bellezza maestosa, quello di Yoyogi. Abbiamo dunque attraversato il parco e proseguito per la famosa Takeshita Street, simbolo e ritrovo degli adolescenti Giapponesi.

Lungo questa strada, che renderà felici i vostri bambini, trovate negozi di gadget molto stile giapponese e felpe morbidose a forma di panda. Potete fare delle foto divertenti e modificarle nelle macchinette dette Purikura o merenda con gelati scenografici alla frutta e giganteschi zuccheri filato arcobaleno.

Proseguendo per Omotesando e Cat Street siamo infine arrivati a Shibuya, probabilmente l’incrocio più famoso e popolato del mondo, dove si trova la celebre statua del cane Hachiko. Abbiamo timbrato il cartellino e siamo scappati per ritornare in albergo, mangiare qualcosa in zona e crollare a letto presto

Kyoto con i bambini: Fushimi Inari e Tofuku-ji

La mattina del terzo giorno abbiamo preso il treno veloce e attivato il Jrp e da Tokyo Station siamo partiti per Kyoto.
A Tokio station abbiamo comprato le famose bento, ossia confezioni di cibo già pronto da portare in viaggio come pranzo al sacco. Esistono milioni di varianti di bento e si trovano praticamente ovunque, il popolo giapponese è solito comprare il cibo per poi mangiarlo successivamente al parco o al lavoro.
Non si spiega come il cibo nonostante sia cotto e di fatto freddo, sia comunque buonissimo.

La stanza non è pronta, così ci armiamo di coraggio, facciamo mangiare in stazione una italianissima pastasciutta ai nostri figli e partiamo subito per vedere il Fushimi Inari.

Si tratta probabilmente di uno dei luoghi più famosi e fotografati del Giappone ed è davvero maestoso e bellissimo, ma come tutte le cose troppo turistiche, è sovraccarico di persone. Percorriamo un piccolo pezzo a piedi e non proviamo neppure a salire in cima, attraverso il famoso percorso dei cancelli o portali sacri detti torii.

Riprendiamo il treno e ci fermiamo ad una fermata prima di Kyoto, precisamente al Tofuku-ji. Si tratta di un tempio buddista, lontanissimo dalla folla del Fushimi Inari.
Una meraviglia di serenità e silenzio che, insieme al caldo caffè e alla chiffon cake al macha che ordiniamo in un tendone bar, ci rimette in pace con il mondo e con il Giappone.
Segnalo che la maggior parte del templi in Giappone chiude molto presto, intorno alle 16 -16.30, consideratelo quindi quando organizzate la vostra giornata.

Ginkaku-ji, passeggiata del filosofo, Eikan-do, Maruyama Park

Il primo giorno completo a Kyoto prendiamo un taxi che ci porta al Ginkaku-ji dove inizierà la nostra lunga camminata alla scoperta della Kyoto sacra.

Il GInkaku-ji è il padiglione d’argento costruito intorno ad un giardino zen, con alberi secolari ma anche prati e distese di muschi, piccoli stagni, cascate e ponticelli talmente perfetti, che fatichi a credere siano veri.

Da qui percorriamo tutta la passeggiata del filosofo, un percorso di 2 km sotto una galleria di centinaia di alberi di ciliegio che iniziano a virare ai colori dell’autunno.
Lungo il percorso si incontrano numerosi caffè e piccole botteghe. Facendo delle variazioni si possono visitare moltissimi templi.

Noi abbiamo scelto il tempio Eikan-do, il mio preferito.
I miei figli scalzi lo hanno esplorato in lungo e in largo, attraverso passerelle e scale di legno, giardini zen e un paesaggio naturale di tigli che iniziava a colorarsi di autunno.

Siamo arrivati fino al parco di Maruyama, parco cittadino per eccellenza, per riposarci un po’, fare merenda sotto i ciliegi e ascoltare le musiche rilassanti dei musicisti di strada.

Kinkaku-ji, Castello di Nijo, Kyoto by night

Decidiamo di partire dal Padiglione D’oro.
Il Kinkaku-ji, prende il nome proprio dal fatto che i due piani superiori sono completamente rivestiti da foglie d’oro.
Sorge maestoso sopra un grande stagno ed è abbracciato da un giardino stupendo.
Decidiamo di camminare a caso direzione sud, verso il Castello di Nijo e ci perdiamo per le strade periferiche di Kyoto. Quelle dove sembra di essere in un cartone animato, fatte di scalinate ripide, cavi elettrici bassi, strade strette dove passa una sola persona, piccoli e abbandonati parchi giochi.

Stremati arriviamo all’ora di pranzo in allarme pappa, così entriamo nel primo locale a disposizione in mezzo al nulla con un solo obiettivo: Ramen.
Capiamo subito che si tratta di qualcosa di diverso dal titolo che troneggia ovunque: “Ramen on fire”.
La caratteristica infatti del ristorante Menbaka è lo spettacolo che consiste nell’incendiarti il Ramen letteralmente davanti. Superiamo la nostra reticenza, in nome della fame e della presenza finalmente di un seggiolino. Lo spettacolo è veloce e scenografico e il Ramen spaziale.

Volevo fortemente avere la possibilità di godere della Kyoto notturna, uno scenario magico, svuotato di turisti, accompagnati dalle luci delle lanterne.

Abbiamo percorso le due vie iconiche di Kyoto, Sannenzaka e Ninenzaka, simbolo della vecchia Kyoto e anche se tutto era chiuso, compresi ristoranti e botteghe, è stato bellissimo.

Per concludere la serata in bellezza abbiamo visitato il santuario Yasaka, uno dei pochi aperto anche di notte, che regala una suggestione davvero unica.

Escursione a Nara con i bambini

Nara non ha bisogno di grandi presentazioni. Conosciuta soprattutto per l’immenso parco popolato dai cerbiatti in libertà e dai numerosi templi da visitare.
Si tratta di una meta molto turistica, piena di negozi di souvenir e ristorantini.
Nota a margine: i tenerissimi bambi in realtà sono piutto<sto agguerriti, non hanno alcun timore dell’uomo e sono pronti a tutto per un po’ di cibo, quindi attenzione! In ogni caso i bambini si sono molto divertiti.

Si torna a Tokyo con i bambini

Torniamo a Tokyo con il jrp e dedichiamo il pomeriggio ai bambini nel parco divertimenti più antico del Giappone, Harayashiky che si trova ad Asakusa. Il parco è piuttosto contenuto e molto vintage, con giostrine semplici e qualcuna poco più adrenalinica, per i bambini non troppo grandi è perfetto e per noi, che non amiamo i grandi parchi divertimenti, pure.

Tokyo con i bambini: Team Lab Borderless

Il giorno 8 lo dedichiamo al Team Lab Digital Museum Borderless. Lo raggiungiamo con la metro e con la monorotaia, che riuscendo a sedersi in prima fila da l’impressione di essere dentro un video gioco. Il Borderless sorge a Odaiba un’isola artificiale che rappresenta la Tokyo più moderna e futuristica ed è un viaggio nel viaggio, completamente al buio e animato da luci, led, ologrammi che cambiano continuamente.
All’interno del museo puoi immergerti dentro uno scenario onirico.
Potrai attraversare cascate di cristalli, inseguire stormi di farfalle colorate, camminare con gli elefanti e adagiarti su una distesa di lampade fluttuanti. Da vivere.
Il Pomeriggio siamo stati ad  Akihabara, il quartiere degli appassionati di anime e videogiochi.

Tokyo in famiglia: Shinagawa Musashi Koyama street e Asakusa

Per un po’ di shopping lontano dai quartieri più alla moda, scegliamo Shinagawa e una galleria di negozi coperta, dove ti senti davvero un po’ Giapponese. In questo mercato puoi trovare di tutto, dal cibo ai vestiti e persino dei kimono vintage ad ottimo prezzo. Ci siamo divertiti molto e fatto ottimi acquisti.
Di pomeriggio abbiamo girovagato a lungo nel quartiere di Asakusa, tra negozietti, il Senso-ji, uno dei santuari iconici di Tokyo e numerosi baracchini di street food. In assoluto uno dei miei quartieri preferiti, da viverci!

Ultimo giorno a Tokyo con i bambini: Takeshita Street e Yanaka

Per amore dei bambini torniamo a Takeshita Street dove concedo alla mia primogenita di perdersi nei negozi, comprare una felpa con le orecchie di panda e uno zucchero filato enorme.
Di pomeriggio visitiamo il parco più bello dove siamo stati, il Rikugien e accanto finalmente troviamo un vero parco giochi con scivoli, altalene, e vasche di sabbia e giochini.

Ormai stremati, i bambini e il marito decidono di tornare in albergo e mi concedo due ore sola in un quartiere che volevo assolutamente vedere.

Parlo di Yanaka. Concludo il mio viaggio facendo una passeggiata in solitaria, senza bambini da rincorrere o accontentare. Attraverso la pace surreale di un antico cimitero in mezzo agli alberi di ciliegio, proseguo per una strada di negozi tradizionali e faccio merenda con un onigiri grigliato e una bevanda al ginger.

Non posso chiedere di più, è stato un viaggio denso di emozioni, con la bellezza sempre sullo sfondo, la curiosità del nuovo e la gentilezza come garanzia.

Dicono che dopo la prima volta, il Giappone ti entra dentro e diventa una malattia.
Io non faccio altro che pensarci da quando sono tornata, sento l’odore della tempura e ho improvvisamente fame, i cinguettii dei semafori e sogno le luci delle lanterne. Me lo porto dentro e credo sarà così ancora per molto, molto tempo

Per altre suggestioni e foto seguitemi su Fb e Ig.

In camper per i boschi della Sardegna

In camper per i boschi della Sardegna

La mia idea per questo fine settimana in camper in Sardegna era solo una: boschi e natura.

Qualche animaletto da avvistare, ancor meglio da coccolare; spazi vuoti e silenzio da riempire con le risate dei miei figli e anche con le urla, perché mica sono sempre bravi e silenziosi e non fanno i capricci…magari.

Prima tappa in camper per i boschi della Sardegna: Altopiano della Giara di Gesturi.

Siamo partiti venerdì pomeriggio con un programma ma e’ cambiato in corso d’opera.
Quando viaggi in camper, anche una persona organizzata patologica come me, cede ai cambi di rotta e raccoglie i richiami ammalianti dei luoghi.

Dunque passando per Gesturi dopo una breve occhiata alla app per camperisti park for night abbiamo pensato: “ Ma perché non dormiamo alla Giara ?”

Detto, fatto.

Ci siamo fermati nel parcheggio proprio accanto l’Info point, dove iniziano vari percorsi.

La scelta non poteva essere più felice. Arrivati nel tardo pomeriggio ci siamo sistemati con calma, abbiamo potuto passeggiare, godere delle luci di un panorama immenso e del tramonto, accompagnati dalle mandrie degli animali al rientro dal pascolo.
Addormentati sotto un cielo di stelle talmente fitto che non potrei dirlo nero o blu e svegliati con un alba rosa e una comitiva di gattini che i miei figli hanno sfamato con latte e biscotti.

La Giara di Gesturi

La Giara è un territorio molto vasto, a mio avviso, il mio miglior modo per visitarlo è con la bicicletta.
Proprio accanto l’info point, troverete un simpatico signore che affitta bici di vario tipo, senza un tariffario fisso ma a offerta.
Non sono bici professionali ma fanno il loro lavoro.
Dopo esserci messi d’accordo la sera prima, la mattina presto ha preparato le nostre bici comprese di seggiolino e abbiamo potuto iniziare la nostra passeggiata.

Abbiamo percorso il primo anello di 5 km incontrando numerosi gruppi di cavallini, tipici di questa zona, mucche e vitelli; il tutto dentro una distesa di querce da sughero.
Siamo tornati ossigenati dai profumi della macchia mediterranea.

Info di servizio: A Tuili esiste un’area di carico, scarico: acque grigie e nere

2.tappa in camper in Sardegna: Nurallao, Funtana Is Arinus

Dopo la nostra passeggiata e una lauta merenda siamo partiti direzione Nurallao, in particolare verso il Parco Funtana Is Arinus.
Qui trovate un’ area sosta camper probabilmente mai aperta e un bel parcheggio davanti a un maneggio, mai dato in gestione.
( Che tristezza vedere come queste preziose occasioni di accoglienza e servizi turistici siano abbandonate all’incuria).

Esiste un’ area picnic con tavoli e caminetti per il barbecue.
Da questo punto dopo una passeggiata di 10-15 minuti si arriva alle Cascate di Craddaxioleddu.
Peccato non aver trovato neanche un rivolo d’acqua; tuttavia lo scenario è talmente bello che ne vale comunque la pena.

3.tappa in camper nei boschi: Laconi

Dopo una lenta colazione e aver ordinato tutto, abbiamo deciso di dirigerci verso Laconi, poco lontano.
Laconi di certo non ha bisogno di presentazioni.
Trovate un’ area sosta camper attaccata al paese, a 10 minuti dal parco Aymerich.

Il parco Aymerich

Per me questo è un vero parco-gioiello, dove i bambini possono giocare per ore tra alberi intrecciati, castelli, cascate e grotte e dove è possibile fare un picnic e rilassarsi con il rollio dell’acqua in sottofondo.
Se non avete pensato al pranzo al sacco c’è un bar proprio all’interno che fa ottimi panini.
Noi tuttavia questa volta abbiamo optato per un’altra soluzione.

Dove mangiare a Laconi: Sa Spillunca

Se siete a Laconi e avete fame o anche solo per un’ottima birra passate a Sa Spillunca.
Si tratta di un locale creato e gestito da giovani ragazzi che hanno deciso di investire nel proprio territorio.

Sa Spillunca che nel dialetto di queste parti significa “la grotta” ha uno stile un po’ industriale, con angoli vintage con tanto di giradischi e vinili e richiami alla tradizione sarda.
Il menu è un po’ da pub a km 0: hamburger, polpette, taglieri e un piatto caldo, generalmente una zuppa.
Le materie prime solo tutte di ottima qualità e genuinamente locali.
L’accoglienza, la gentilezza e i sorrisi che ci hanno accolto hanno fatto il resto, e quando si va a pranzare con 4 ragazzini affamati, vi assicuro non è mai scontato.

Consigliatissimo.

Ecco il primo dei nostri fine settimana alla scoperta della Sardegna in camper.

Accettiamo consigli per il prossimo!

Scopri altri itinerari in Sardegna,

Il kit di sopravvivenza con i medicinali per le vacanze

Il kit di sopravvivenza con i medicinali per le vacanze

Oggi vi parlo del mio kit di sopravvivenza con i medicinali, perfetto per le vacanze ma che io in realtà, tengo in borsa tutto l’anno.

Prima di partire per le mete vicine o più lontane, soprattutto quando si viaggia con i bambini nasce sempre il dramma : “Che medicine mi porto” ?

Devo ammetterlo, io sono una un po’ fissata.
Mio marito ricorda ancora quando alle Maldive, dopo aver chiamato la dottoressa per una gastroenterite della bambina, venne fuori che la mia dotazione di medicine era il doppio della sua.

Una premessa doverosa.

“Non sono un medico e non ho nessuna presunzione di esserlo.
Vi parlo solo di quello che ritengo utile. In ogni caso è fondamentale, prima di utilizzare qualsiasi tipo di farmaco, confrontarsi con il  proprio medico e/o pediatra e/o farmacista, soprattutto se si tratta di prodotti che non avete mai usato.”

Kit di sopravvivenza: farmaci omeopatici o senza necessità di prescrizione medica

Arnica pomata

Per me un must have assoluto, una crema indispensabile come antinfiammatorio per: traumi, banali cadute, botte, ma anche per dolori muscolari lievi. Tenete presente che non si deve mai usare sulla cute lesa.

Arnica Montana granuli 200 ch

(Per tutti quelli che: l’omeopatia sono solo zuccherini e non funziona, passate avanti )
Si tratta di un rimedio omeopatico e non è altro che arnica in granuli da ingerire.
Io li uso spesso, 3 granuli di arnica dopo ogni caduta e non viene fuori nemmeno il bernoccolo, l’ematoma e’ contenuto,  l’infiammazione passa prima insieme allo spavento !
Sulla nostra progènie funziona, passo e chiudo.

Euphrasia in fialette e Blefarette salviette

Sono due prodotti pensati per gli occhi e la salute perioculare.
Euphralia è un collirio naturale molto delicato perfetto per i bambini in caso di lieve fastidio, pulviscolo negli occhi  o arrossamento momentaneo. Penso per esempio alla sabbia e al vento in estate.
Blefarette è una salvietta per pulire gli occhi specifica in caso di cispe o sporcizia, perfetta per i neonati ma anche dopo.

Cer8

Si tratta di piccole microcapsule che si possono attaccare ai vestiti dei bambini per allontanare e evitare le puntura delle zanzare. Sono come dei piccoli diffusori di oli essenziali, Citronella e Eucalipto.
Io li trovo comodi perché non devi spruzzare unguenti in tutto il corpo.
Mi capita in casi estremi di utilizzarne due, ma devo dire li promuovo a pieni voti.

Foille scottature o Defloderm Scottature

È una crema da applicare per le piccole scottature ma che ha effetto anche sulle punture degli insetti

Gel Alluminio Cloruro 5%

Rullo di tamburi per questo prodotto fantastico e non abbastanza conosciuto.
Si tratta di un gel astringente, che riduce le secrezioni della pelle ed è indicato come rimedio al bruciore per le punture di medusa.
Il gel infatti allevia il dolore e riduce la diffusione delle tossine, diminuendo l’infiammazione.
Si può utilizzare anche per le punture di api, vespe e zanzare.

Clicca qui per maggiori informazioni

Io trovo tutti questi prodotti presso la  Farmacia Porcu in via Cadello 28 a Cagliari. Per me la migliore per l’offerta dei prodotti, i servizi e la consulenza.

Kit di sopravvivenza: medicinali allopatici 

Crema idrocortisonica

Si utilizza nei bambini sopra i due anni e negli adulti. Utile per le infiammazioni di ogni tipo, gonfiori o ponfi in seguito alle punture di insetti, reazioni allergiche o piccole dermatiti. Occhio all’esposizione solare, perché è fotosensibile.

Crema antibiotica

Prodotto per uso topico utilizzato soprattutto per la cicatrizzazione delle ferite ma non solo. E’ utile per scongiurare eventuali infezioni e perché la  ferita guarisca prima e nella maniera corretta.

Bentelan pastiglie

Si tratta del cortisonico per eccellenza, da assumere per via orale. lo lo tengo con me per le emergenze, pensando a possibili e improvvise reazioni allergiche, punture di insetti con reazioni importanti o attacchi di asma.

Tachipirina

L’antidolorifico e antipiretico classico da utilizzare in sciroppo, gocce, supposte o compresse a seconda dell’esigenza

Questi sono farmaci che, come ho già detto, devono essere prescritti da un medico e assunti solo dopo un consulto.

Per finire nel mio kit di sopravvivenza ho sempre qualche fialetta di fisiologica, salviette imbevute di disinfettante, cerotti, fermenti e un mini termometro.

Questa è il kit di sopravvivenza creato in base alle esigenze della mia famiglia. L’ideale dopo un consulto medico e’ creare la propria pochette personalizzata.

E voi, avete un kit di sopravvivenza?

Cosa avete dentro?

 

 

L’Isola dei Ciuchini: una festa di compleanno indimenticabile

L’Isola dei Ciuchini: una festa di compleanno indimenticabile

Quest’anno ero sicura: basta feste di compleanno, invitiamo qualche amichetto a casa e stop.
Poi ho conosciuto l’Isola dei Ciuchini e non ho resistito.

Quando si parla di animali e’ sempre facile cadere nei tristi scenari da simil zoo e io devo dire ci sto parecchio attenta.

L’Isola dei Ciuchini

L’Isola dei Ciuchini invece è differente: un vero paradiso per gli animali e per tutti coloro che hanno la fortuna di passarci un po’ di tempo.
Si trova a Uta in Via Is Carubeddas.

Nasce dall’amore e dalla passione di Alessandra e Gigi ed è proprio l’amore che percepisci ovunque.
Quello che ci vuole nel portare avanti un’attività che ha ben poca resa e molti sacrifici ma che evidentemente regala grandi soddisfazioni.

L’Isola dei Ciuchini nasce ormai 20 anni fa senza un vero progetto ma solo dalla passione per gli animali e dal desiderio di creare una casa accogliente per tutte le bestioline segnate da un triste destino.

Gli animali

isola dei ciuchini

La poesia di questo luogo la riconosci nelle storie dei suoi abitanti.
Pallino il cavallo a pois che doveva diventare una bistecca.
Aladino il lama Piemontese, che ama le coccole ma si agita un pochino se esageri.
La capretta Marta abbandonata dai primi padroni.
La lista comunque è lunga e variegata tra galline, conigli, uccelli, tartarughe e pavoni.

Ma parliamo di loro, gli asini: i protagonisti di quest’isola felice.

Sono talmente buoni e docili che sono inadatti per qualsiasi lavoro, ma perfetti per essere coccolati dai bambini.
Alcuni sono arrivati pelle e ossa e ora vivono sereni e riescono persino a riprodursi.

Sapete poi che si possono adottare a distanza, donando un piccolissimo contributo mensile. Non sarebbe un bellissimo regalo?

Come è fatta l’Isola dei Ciuchini ?

L’isola dei Ciuchini è un piccolo villaggio dove ogni angolo è stato costruito dalle mani laboriose di Gigi.

Pezzo per pezzo è nato un gazebo chiuso, un recinto, tanti piccoli angolini di sedie, tavoli e ombrelloni dove potersi sedere all’ombra. Completano il cerchio il bancone bar e la cucina, perfetti e super comodi per le feste.

La festa di compleanno dai Ciuchini

Il risultato di tutto questo ha determinato la festa più bella di sempre e vi racconto il perché:

  • L’isola dei Ciuchini è innanzitutto un villaggio chiuso dentro il quale i bambini possono muoversi liberamente, con il dovuto buon senso e attenzione gli animali si fanno coccolare ben volentieri, in più è possibile guardarli da vicino senza grandi barriere.
  • Durante la festa Gigi e il suo collaboratore Matteo hanno fatto montare i bambini a cavallo mille e uno volte, con una pazienza incredibile e il sorriso sempre sulle labbra.
  • I bambini hanno potuto dar da mangiare alle simpatiche caprette, conquistare una montagna di fieno e sorprendersi davanti alla ruota arcobaleno del pavone.
  • Infine al calar del sole, i bambini entrati dentro il recinto, hanno potuto accarezzare, spazzolare e coccolare gli asinelli, in un’immagine di dolcezza e pace che probabilmente nessuna foto potrà spiegare.

Info pratiche

L’Isola dei Ciuchini non è aperta al pubblico sempre e ora, prima di storcere il naso, vi spiego il perché:

  • Alessandra e Gigi hanno un lavoro e sono impegnati gran parte del tempo
  • Qui i veri protagonisti sono gli animali e le loro esigenze. Tutti i giorni vengono fatti uscire e se qualcuno avrà modo di vederli, capirà quanta cura e quanto impegno vieni impiegato giornalmente per ognuno di loro. Le giornate quindi sono impostate principalmente sui loro ritmi.
  • Le visite continue e non previste interromperebbero queste attività e stresserebbero oltre modo gli animali.

D’altra parte si tratta di un’Associazione che si regge solo su stessa, sulle braccia e sul cuore di Alessandra e Gigi e sugli eventi che organizzano.

Organizzare una festa di compleanno in questo luogo, regalerà a voi e ai vostri bambini un pomeriggio indimenticabile e aiuterà l’Isola a continuare a vivere.

Io mi sono innamorata di questo luogo dove non c’è neppure l’ombra di puzza o sporcizia, pur essendo in mezzo alla campagna e agli animali, dove tutto è curato nei minimi dettagli come in una casa.

Sono rimasta colpita dalla passione di Gigi e Alessandra e la loro estrema gentilezza. Ci hanno seguito durante tutta la festa, regalandoci supporto e aiuto in tutto e allo stesso tempo dandoci completa libertà con estrema naturalezza.

A me questo tipo di gentilezza fa sempre un po’ di effetto, in un mondo, come quello delle feste per i bambini, in cui sei tu il cliente ma sembra sempre che ti stiano facendo un favore.

Io non posso che ringraziarli di tutto, rimarrà per noi un ricordo magnifico.

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